C’è un momento preciso in cui te ne accorgi: apri la portiera, ti siedi, accendi l’aria… e invece di “aria pulita” arriva quella nota stanca, umida, a volte persino di muffa. Oppure i vetri si appannano più del solito e l’aria dai bocchettoni sembra uscire con meno forza.

La primavera, per l’impianto clima, è un piccolo “esame di maturità”: dopo mesi di freddo, pioggia e ricircolo, l’auto ricomincia a respirare a pieni polmoni. E se il filtro abitacolo è saturo o le condotte sono cariche di umidità, lo senti subito.

Ti interessa l’argomento?
Leggi l’articolo sull’importanza dell’igienizzazione!

Perché in primavera peggiora: polline,  umidità e condotte

In primavera succedono tre cose:

  1. Il polline esplode
  2. L’umidità si accumula: tra sbalzi di temperatura e pioggia, l’abitacolo trattiene condensa.
  3. Il climatizzatore torna in funzione più spesso, e con lui tornano anche eventuali residui nelle condotte.

Segnali: odore, appannamento, getto debole, starnuti

Qui non parliamo di “sensazioni”. Parliamo di segnali ripetibili, quelli che in officina sentiamo descrivere sempre uguali:

  • Odore sgradevole dai bocchettoni (spesso “umido”, “cantina”, “muffa”)
  • Vetri che si appannano più facilmente
  • Getto d’aria più debole anche a ventola alta
  • Starnuti / irritazioni quando accendi ventilazione o A/C

Un filtro trascurato può causare questi problemi… E la domanda è inevitabile: ogni quanto va cambiato?
La sostituzione è consigliata almeno ogni 15.000 km o 12 mesi, e in ambienti particolarmente polverosi/trafficati può avere senso anticipare anche a 6 mesi

Filtro standard o carboni attivi?

Dipende da dove guidi

Il filtro standard è la scelta base e fa il suo lavoro sulle particelle. È ideale per chi guida in aree poco inquinate, con buona capacità di trattenere particelle.

Il filtro ai carboni attivi è consigliato se fai molta città, code, tangenziali, oppure se vuoi ridurre anche odori e gas

Pulizia tecnica vs “profumatore”: scopri le differenze!

Il profumatore fa una cosa: copre.
La pulizia tecnica e l’igienizzazione ne fanno un’altra: riducono la causa.

Se l’odore arriva dall’impianto, spesso c’entra l’umidità che resta nel sistema (evaporatore/condotte). Quando lo scarico condensa è ostruito o quando l’umidità resta nell’impianto, possono comparire cattivi odori; e consiglia buone pratiche come spegnere il climatizzatore qualche minuto prima di arrivare, lasciando la ventola accesa per far asciugare l’impianto

Almeno una volta l’anno, e in occasione della sostituzione del filtro abitacolo, è consigliabile effettuare un’igienizzazione completa del climatizzatore per eliminare batteri e muffe alla base degli odori, effettuandola dopo aver rimosso il vecchio filtro e prima di montare quello nuovo.